La Madonna del Pilerio

La Stauroteca

 

Un viaggio immersivo nella pluricentenaria storia della Cattedrale di Cosenza. Un’esperienza straordinaria fruibile per intero nel Museo multimediale di Villa Rendano dove la ricerca sulla città e lo studio sul suo patrimonio culturale incontrano le tecnologie digitali.

Inizia a vivere l’emozionante esperienza  fatta di videoproiezioni, realtà virtuale, modellazioni 3D.

Un progetto realizzato dalla Fondazione Attilio e Elena Giuliani in occasione degli 800 anni della consacrazione della Cattedrale dell’Assunta.

Le sale

Sala 1

UNA VIAGGIO NEL TEMPO

La prima sala è concepita come un’esperienza immersiva che ci accompagna nella storia della Cattedrale di Santa Maria Assunta. Un viaggio virtuale che ripercorre i momenti salienti delle attenzioni con cui i fedeli, e i prelati succedutisi nei secoli, hanno edificato, conservato, restaurato e abbellito il cuore pulsante della città. Una narrazione che risale il tempo storico, dall’ultima ricostruzione otto-novecentesca fino alla celeberrima consacrazione inaugurale. A quel giorno di fine gennaio del 1222 quando Federico II donò alla chiesa la preziosa Stauroteca contenente un frammento della Vera Croce.

 

Sala 2

LA TECA DELLA VERA CROCE

La seconda sala presenta la Stauroteca come non è mai stata vista. Il preziosissimo manufatto di oreficeria bizantino siciliana, ripreso con tecniche fotografiche ad altissima risoluzione, rivela tutti i suoi segreti artistici e allegorico simbolici. Una ricostruzione fedele, realizzata attraverso un’accurata modellazione 3D, restituisce all’opera l’aspetto originario. Le pietre preziose che nel tempo sono andate perdute sono state di nuovo incastonate per restituire alla Croce tutto il suo splendore.

Sala 3

“LA MACHINA” DELLA MADONNA DEL PILERIO

La terza sala racconta le funzioni devozionali e artistiche della Cappella della Madonna del Pilerio. Una venerazione che, a partire dal Cinquecento, non è mai venuta meno. La Cappella in stile barocco racchiude il prezioso apparato marmoreo al centro del quale spicca la teca con l’icona della Madonna. La vetrata sovrastante ci ricorda com’era l’immagine della Vergine prima del restauro che ha riportato alla luce l’antica figura di ispirazione calabro-bizantina.

Sala 4

L’ICONA RITROVATA

La quarta sala si concentra sull’icona della Madonna restituita alle sue fattezze duecentesche. Un’accurata descrizione dei suoi significati simbolici ci suggerisce come il culto dell’immagine fosse un momento centrale della preghiera. Un momento in cui ciò che sfugge a uno sguardo superficiale si rivela nel tempo sospeso dell’adorazione. L’indagine del dipinto, effettuato con le tecniche della ripresa ad alta definizione ci consente anche di evidenziale la macchia che la tradizione interpreta come un segno dell’intercessione della Vergine per far cessare la peste che colpì la città nel Cinquecento.

Sala 5

DUE REGNANTI SVENTURATI

La quinta sala narra alla vicenda di due personaggi storici i cui monumenti funebri furono rinvenuti durante i restauri otto-novecenteschi. Il primo è l’altorilievo gotico, dedicato a Isabella d’Aragona e a suo figlio mai nato, con la Regina e il consorte Filippo III l’Ardito, re di Francia, inginocchiati  ai lati della Madonna con Bambino. Il secondo è il sarcofago ellenistico raffigurante il mito di Meleagro in cui Federico II volle deporre le spoglie del figlio ribelle Enrico VII di Hohenstaufen morto, forse accidentalmente, durante un trasferimento verso il Castello di Martirano.

Sala 6

I SEPOLCRI SCOMPARSI

La sesta sala esplora la Cappella del SS. Sacramento che custodisce le tombe dei martiri dei moti del 1843 ai quali parteciparono anche i fratelli Bandiera e racconta anche delle sepolture disperse, durante i restauri sei-settecenteschi, di Luigi III d’Angiò e del filosofo Bernardino Telesio, un precursore del pensiero scientifico e un vanto non solo per Cosenza, ma anche per tutta la cultura filosofica europea.

Sala 7

STORIE DI FACCIATA

Nella settima sala le immagini ci portano all’esterno della Cattedrale dove una ricostruzione realizzata attraverso una modellazione 3D, evidenzia plasticamente le trasformazioni subite dalla facciata nel corso del XIX e del XX secolo. Partendo da foto d’epoca il modello mostra la facciata ottocentesca abbellita da due campaniletti laterali e pitturata in stile angioino “amalfitano”. Il modello passa poi alle foto che mostrano il degrado di fine ‘800, per arrivare alle forme che ancor oggi si possono ammirare salendo da Corso Telesio quando il frontespizio monumentale riverbera i toni rosati della pietra di Mendicino.

Modalità d’ingresso

Il Museo multimediale è fruibile

dal Lunedì al Venerdì con orario 9.00 – 13.00 e 16.00 – 19.30

con ultimo ingresso alle 12.15 e le 18.30

Sabato solo su prenotazione (fino al giorno prima)

Domenica chiuso

Ticket di ingresso a persona € 5,00

Attività laboratoriale per scuole o famiglie € 3,00 a persona

info: 333 503 7160

prenotazionivillarendano@gmail.com

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