Project Description

I paesaggi calabresi sono scomparsi almeno due volte: la prima alla fine della civiltà antica e la seconda durante questo dopoguerra. La prima sparizione avviene per un regresso in termini di civiltà conseguente alla fine del mondo antico, nell’abbandono delle coste e delle pianure divenute malsane ed insicure, nella risalita degli insediamenti verso l’interno, nella miseria conseguente alla poca disponibilità di territorio agrario in un contesto geomorfologico difficilissimo, nell’enorme fatica che una conformazione montuosa e silvestre imponeva agli uomini per le coltivazioni. A queste cose si aggiunga una fragile costituzione geologica insieme a regimi pluvio-idrometrici particolari segnati da orografia e idrografia specifiche. La seconda scomparsa dei paesaggi, l’occultamento e la cancellazione dei luoghi nativi avviene nel secondo dopoguerra con la cementificazione del territorio, con le case non-finite che invadono le campagne, le periferie delle città, le coste e, addirittura, le golene dei fiumi della Calabria.

Il Laboratorio acquisirà tutti i dati cartografici, immagini aeree e satellitari, dati idrografici, storici, archeologici, archivistici, architettonici, toponomastici, etno-antropologici, dati riguardanti l’uso attuale del suolo, dati geologici e geomorfologici et cetera. Verranno catalogati in formato digitale e fruibile con differenti chiavi di accesso anche i dati di carattere legislativo, le direttive comportamentali ed i protocolli da seguire che, tenuto conto dell’esistente o in fieri in ambito europeo e nel frastagliato quadro delle regioni italiane, costituirà un momento importantissimo di questa prima e propedeutica attività.

Successivamente si darà inizio al momento seminariale, svolto in base al materiale raccolto e differenziato per temi, rivolto a laureati, laureandi, tecnici liberi professionisti e dipendenti dei pubblici uffici. Seminari alla presenza di personalità del settore di profilo nazionale, in grado di offrire contributi sostanziosi in termini di esperienza oltre che di visione ampia.

Oltre ai seminari si realizzeranno veri e propri corsi di aggiornamento (attuali e auspicabili in chiave di riconoscimento di crediti formativi per i professionisti chiamati per legge alla formazione permanente) svolti non solo da tecnici e ricercatori e uomini di scienza, ma anche da pianificatori, urbanisti, uomini di legge. Non secondario è il coinvolgimento tanto degli amministratori locali quanto degli studenti in fase di scolarità primaria, perché gli uni si avvicinino sempre più ai problemi della sostenibilità, gli altri, fin dalla tenera età ad entrare con consapevolezza nel mondo delle discipline ambientali.

Verranno considerate, inoltre, tutte quelle  ricerche che contengano le informazioni di base: dati inediti conservati in archivi di Soprintendenze e di Istituti universitari; dati editi, bibliografici e cartografici; dati raccolti tramite ricognizioni archeologiche dirette; dati raccolti tramite ricerche che impiegano strumenti tecnologici: indagini geofisiche (elettriche, radar, magnetometriche ecc.), foto, remote sensing (dall’aerofotografia al Lidar, all’uso di droni dedicati), le procedure (l’impostazione basata su parametri geotopografici; l’impostazione tecnica dell’informatizzazione dei dati, inserite su un WEB GIS in progress; la procedura della ricerca sul campo e negli archivi; gli elementi base delle schedature proposte. Ricerche, insomma, che abbiano una pluralità di elementi che, per essere compresi, richiedano un approccio interdisciplinare.

L’apporto dei pianificatori d’area vasta, degli urbanisti e di coloro che studiano, tutelano e restaurano i paesaggi è riconosciuto come centrale, in quanto è da ritenersi ormai superata la visione che voleva il territorio suddiviso drasticamente nei due tronconi “pianura polpa- montagna osso”, con gli urbanisti prevalente o esclusivamente votati alle città mentre il resto era affidato ad altri.

Per quel che riguarda i “borghi abbandonati” della Calabria, oltre alla loro schedatura scientifica dal punto di vista storico, architettonico e antropologico, si propone anche un itinerario turistico guidato per alcuni di essi. Un itinerario che preveda tappe nei paesi che verranno presi in considerazione durante le quali esperti delle caratteristiche -storiche, archeologiche, architettoniche, geo-ambientali e antropologiche – offriranno ai partecipanti un quadro il più completo possibile su di essi. Si tratterà di visite guidate, di momenti di approfondimento nei quali si coordineranno competenze e saperi diversi, nel tentativo di tracciare una mappa emozionale di luoghi e storie umane, individuali e collettive, che s’intrecceranno con la rievocazione dei luoghi al fine di una riappropriazione consapevole dei luoghi e delle loro peculiarità e per ipotizzare idee conservative, divulgative, di valorizzazione.

L’innovativo approccio multidisciplinare che si propone di intraprendere il Laboratorio potrebbe, quindi, vigorosamente contribuire a una rivitalizzazione di quel circa 90 per cento del territorio regionale di collina e di montagna, avviato, pare, verso l’abbandono dei paesi e verso una progressiva marginalizzazione economica, sociale e culturale. In secondo luogo le attività del Laboratorio sarebbero in grado di fornire un supporto tecnico-scientifico fondamentale per il Legislatore, tanto regionale che nazionale.

Programmazione  2014-2016

a) Pratiche del paesaggio

Referente Prof. B. Sangineto

Il senso è di dar conto dell’eclisse dei paesaggi antichi profondamente umanizzati nelle regioni meridionali e dell’occultamento e della cancellazione dei luoghi nativi avvenuta nel secondo dopoguerra con la cementificazione del territorio, con le case non-finite che invadono le campagne, le periferie delle città, le coste e, addirittura, le golene dei fiumi della Calabria. Dal seminario uscirà la proposta di un lavoro multidisciplinare da compiere per mezzo di un Laboratorio che raccolga i dati riguardanti tutti gli aspetti dei paesaggi naturali e storici. Un Laboratorio che acquisisca, in formato digitale e fruibile con differenti chiavi di accesso, tutti i dati cartografici, immagini aeree e satellitari, dati idrografici, storici, archeologici, archivistici, architettonici, toponomastici, etno-antropologici, dati riguardanti l’uso attuale del suolo, dati geologici e geomorfologici, dati di carattere legislativo et cetera.

b) Rigenerazione urbana

Referente prof. Francini

Contributo sul tema da parte di un esperto di rilevante qualificazione scientifica internazionale, prendendo spunto da un caso concreto di rigenerazione urbana (per esempio l’esperienza di Barcellona)

Tre interventi programmati: un giovane ricercatore, un esponente di ente pubblico o privato, un politico o un dirigente.

Dibattito e conclusioni a cura del  referente della conferenza

c) Salvaguardia delle emergenze culturali: casi di studio

Referenti: prof. M. Veltri, dott. Battista Sangineto

Il caso più evidente di un intervento emergenziale è quello di Sibari con il suo sistema complesso e disastrato di ambiente e di beni culturali. Per la complessità del tema da affrontare l’approccio non può che adottare un metodo olistico che coinvolga, di conseguenza, sia gli archeologi, sia gli ingegneri idraulici, sia i geologi, sia i pianificatori. Da questo workshop potrebbe uscirne una proposta concreta di progetto multidisciplinare da mettere sul tavolo della Regione e del Governo nazionale.

Il relatore sarà Pier Giovanni Guzzo, studioso di fama internazionale, già Soprintendente speciale di Pompei, ma anche Soprintendente della Puglia e della Calabria.  Era l’archeologo responsabile di Sibari e del suo territorio proprio negli anni, fine ’60-inizi ’70, degli unici e ultimi scavi intensivi che hanno portato alla luce le strutture antiche che ora si vedono. La tavola rotonda sarà coordinata da Massimo Veltri con interventi del dott. Battista Sangineto, di un geologo dell’Unical o del CNR o dell’ordine professionale.

I relatori sarnno il Prof. Salvatore Settis e il Prof. Vito Teti che affronterà il tema da un punto di vista antropologico. La tavola rotonda vedrà: lo stesso Teti, Sangineto, Taliano Grasso, il prof. Dell’Università di Siena, Franco Cambi, docente di Archeologia dei paesaggi.

d) Parchi Naturali: Agenzie per lo Sviluppo sostenibile o Conservazione

Referente Prof. M. Veltri

La Calabria è ricca di parchi naturali e di aree protette, che non possono fungere soltanto da strumenti di tutela e salvaguardia, ma grazie a una legislazione nazionale aperta e flessibile è possibile mettere in essere serie di iniziative in campo pianificatorio, botanico, zoologico, forestale, agroalimentare… direttamente connesse all’agroalimentare, al turismo, alla formazione, all’aggiornamento. Un parco naturale è una risorsa per la crescita sostenibile e in quanto tale va gestito, in connessione con gli strumenti di piano esistenti e il concorso, da stimolare, pubblico e privato.

La relazione sarà di Ermete Realacci, presidente commissione ambiente della Camera dei Deputati, o da Fausto Giovanelli, già presidente commissione ambiente del Senato della Repubblica.

La tavola rotonda coinvolgerà, oltre ai relatori, anche tutti e tre i presidenti dei parchi calabresi.