Le sale

Sala 1

I Primordi

La prima sala del Museo Consentia Itinera Brettia – donna guerriera che guida 500 giovani ribelli lucani verso la costituzione della Metropoli dei Brettii, Consentia – ripercorre i primordi di questa città.
Protagonista del racconto sulle origini del sito, è il mito del pastore Krathis che, cantato da poeti latini e greci, contribuì ad accrescere la notorietà del luogo e delle sue acque misteriose e benefiche, nel mondo antico.
Un inizio di grande impatto, sulla linea del tempo, conduce il visitatore tra leggende e fatti storici nella riscoperta dei più importanti elementi identitari della città di Cosenza fino a sorvolarne le bellezze odierne con i visori VR della sala 7.

Sala 2

Dalla metropoli Brettia al dominio di Roma

Nella seconda sala, un mercante romano impegnato nel commercio della pix brettia “la migliore dell’antichità” – come tramandano Dionigi di Alicarnasso, Plinio e Cicerone – racconta al visitatore le sorti dei Brettii in epoca romana, ricordando la nascita dell’importante strada consolare nota come Via Popilia.
Tra gli approfondimenti, la tragica fine dell’antico popolo, causata dall’alleanza stretta con Annibale e il conseguente dominio di Roma, che rese la città un importante sede strategica di commerci e traffici con il Mediterraneo.
Un excursus sul ruolo della Cosenza romana,testimoniato dai resti archeologici che ancora oggi risultano evidenti in diversi punti del centro storico (laddove sorgevano le terme, le domus e gli edifici pubblici e privati) e dai rinvenimenti esposti nel Museo dei Brettii e degli Enotri.

Sala 3

Alarico

La morte e la sepoltura nel Busento di Alarico, re dei Goti, topos letterario fin dal Cinquecento, è il focus di un racconto che si esplica in una delle sale più coinvolgenti del Museo.
Di stirpe germanica ma educato ai valori della romanità, Alarico fu artefice del tragico Sacco di Roma nel 410 d.C. dopo inutili tentativi di richieste per il suo popolo. Nella sala, la narrazione si dispiega attraverso le ricerche scientifiche sull’evento storico del saccheggio e sul fascino che la misteriosa sepoltura del sovrano generò nei viaggiatori del Grand Tour i cui testi scorrono sul “libro magico” posizionato al centro della stanza.
Alarico rappresenta uno dei simboli più attrattivi della città di Cosenza insieme ai profondi valori identitari che il visitatore potrà riscoprire in Consentia Itinera dalle origini all’età contemporanea.

Sala 4

il Medioevo – Federico II a Cosenza

Incentrata sul Medioevo e sulla connotazione quasi definitiva che assunse Cosenza, al centro della sala 4 vi sono le trasformazioni urbane, la figura dell’Imperatore Federico II di Svevia e dell’ Arcivescovo Luca Campano, grazie ai quali la città venne completamente ridisegnata dopo il terremoto del 1184.
In questo periodo le preesistenti strutture furono inglobate a vantaggio di altre, la Cattedrale fu ricostruita e il castello inserito nel programma fortificatorio del Sovrano. In un tavolo touch interattivo sarà possibile approfondire alcune opere d’arte, come il monumento funebre di Isabella D’Aragona e il sarcofago di Meleagro, entrambe situate nella Cattedrale di Cosenza.

Sala 5

Cosenza nel Cinquecento

Tra azioni interattive e linguaggi digitali, la sala 5 restituisce, attraverso il pensiero del noto filosofo naturalista Bernardino Telesio, la storia di Cosenza nel Rinascimento. Fu l’epoca degli studi astronomici e della diffusione di opere d’arte eseguite da maestranze locale e da artisti forestieri, nonché della nascita di numerosi edifici religiosi e aristocratiche residenze.
Un periodo d’oro per Cosenza denominata “Atene della Calabria” che vide la nascita dell’Accademia Cosentina, nota istituzione retta dapprima da Aulo Giano Parrasio e poi da Telesio stesso.
Protagonista del racconto della sala 5, insieme a Bernardino Telesio, l’icona della Madonna del Pilerio che oggi costituisce uno dei massimi elementi identitari. Realizzata in epoca medievale, assurse a patrona della città proprio nel Cinquecento, in occasione di una terribile pestilenza.

Sala 5 bis

Tra il Seicento e il Settecento

Dal secolo d’oro a quello delle pestilenze, delle distruzioni e delle rivolte. A pochi passi dalla sala del Cinquecento, lo spazio 5Bis del Museo, è dedicato al Seicento. Gli anni delle morti e della distruzione si dispiegano, in modo avvincente, in una narrazione dai forte tratti empatici, che ai registri drammatici alterna il racconto dell’esistenza di una corrente intellettuale, proprie del periodo e responsabile di aver dato forte fermento alla città grazie alla presenza di personaggi del calibro di Gian Vincenzo Gravina, Antonio Serra e Tommaso Cornelio.

Sala 6

Cosenza nell’Ottocento

L’800, gli ideali del Risorgimento, la nascita di importanti monumenti della città come il Teatro Rendano sono al centro del racconto della sala 6. Ultimo ambiente caratterizzato dallo storytelling immersivo nel quale il visitatore potrà accomodarsi nel salotto del padrone di casa, Alfonso Rendano, e ascoltarlo nel suo coinvolgente racconto sui fratelli Bandiera.
Fonti documentarie d’eccellenza sono, per l’Ottocento, le lettere e i materiali dell’archivio Rendano, i disegni ed i taccuini dei viaggiatori del Grand Tour e le vicende architettonico-decorative, tra cui quella relativa al sipario, del Teatro Rendano inaugurato con l’Aida di Verdi al principio del ‘900.

Sala 7

Cosenza nel Novecento

Sulle poltrone dello storico Cinema Italia, architettura modernista di Cosenza, si snoda l’ultima visione della mostra, all’interno della sala dedicata al Novecento. È qui che la visita si evolve in un appassionante viaggio virtuale, condotto attraverso visori all’avanguardia che cambiano la percezione dello spettatore trasportandolo in un volo a 360 gradi, negli angoli più belli e suggestivi della città contemporanea.
Una passeggiata dall’alto, a spasso tra i passaggi salienti dell’ultimo secolo, la crescita economica e i principali cambiamenti urbanistici, destinata a lasciare i visitatori con il fiato sospeso.

La storia di Cosenza
nelle sale di Villa Rendano

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