Villa Rendano si inserisce in quel fenomeno di urbanizzazione che a Cosenza, nella seconda metà dell’ottocento, interessò le aree immediatamente esterne all’antico nucleo abitato al di là dei fiumi, Crati e Busento. Ma è a ridosso dell’Unità d’Italia che queste direttrici di sviluppo acquisiscono i caratteri di una nuova organizzazione spaziale, qualificata da interventi di tipo residenziale urbano proprio dei ceti borghesi.

Circondata da uno splendido parco, la villa fu la sontuosa residenza della famiglia Rendano, edificata dal Maestro Alfonso Rendano. La sua ubicazione sul colle Triglio, alle spalle dei palazzi cinquecenteschi della famiglia Mollo e della Regia Udienza (Palazzo Arnone), fu motivata dalla presenza, nel luogo, della filanda a vapore appartenente ai fratelli Rendano.

L’edificio dovette essere già terminato nel 1891, data apposta al cancello d’ingresso: esso richiama lo stile di matrice toscana post unitario maggiormente conosciuto a Cosenza per le decorazioni della sala consiliare del Palazzo della Prefettura. A questo gusto di matrice rinascimentale toscana e fiorentina si rifanno la decorazione plastica della facciata di Villa Rendano e quella pittorica dell’atrio e della tromba delle scale datata 1871, per come si legge nella firma dell’autore “Giustino Rocciolo decorò 1871”.

La Villa, successivamente, venne venduta alla famiglia del marchese Annibale Berlingieri che, pur abitandola per un breve periodo, la suddivise in più unità abitative da locare, trasformando ed impoverendo il ruolo e la destinazione dei vari ambienti e aumentandone nel contempo la volumetria per realizzarvi locali di servizio.

In seguito il conte Angelo Giannone, che rilevò la Villa dai Berlingeri, la suddivise ulteriormente, ricavando da ambienti destinati ad attività ludiche e di ricevimento diverse stanze di modeste dimensioni e servizi per ogni unità abitativa.

Negli anni novanta, la Villa fu acquistata dalla società Italgas, che la restaurò, facendone la sua sede operativa e di rappresentanza.