La Fondazione “Attilio ed Elena Giuliani Onlus” continua la programmazione delle attività 2014 del progetto “Laboratorio di difesa del suolo”.
Terzo appuntamento, venerdì 13 giugno, alle ore 16,30, con il Seminario “Previsione e Prevenzione”, orientato verso una attenzione responsabile nei confronti del territorio, dei beni, degli insediamenti, delle popolazioni che insistono sul  suolo.
Lo scopo del seminario è quello di mostrare, grazie a esperienze reali ed esempi concreti,  come l’intervento a posteriori di eventi catastrofici o comunque emergenziali sia diventata la norma, in Italia, e la pianificazione, la previsione e la prevenzione siano state progressivamente marginalizzate se non espulse dal circuito dell’intervento pubblico. L’apparato normativo nazionale aveva introdotto tali pratiche e tali azioni all’interno di leggi che articolano in una maglia organizzata il comparto Protezione Civile dal centro fino alla periferia, e l’aveva opportunamente e funzionalmente connessa agli strumenti di governo del territorio, in specie i Piani di Assetto Idrogeologico. Programmare e pianificare gli interventi insediativi, promuovere e privilegiare azioni di previsione e di prevenzione è operazione che va ricuperata e riposta al centro dell’attenzione. Non ci si riferisce all’opzione ‘Rischio Zero’ (improponibile e impraticabile), né tantomeno però lungo quella di deresponsabilizzare e liberalizzare qualsiasi intervento di occupazione del territorio. Riappropriarsi, invece, di best practices legate all’uso sostenibile del suolo, a azioni che tutelino l’equilibrio fra comparti territoriali diversi ma comunque connessi fra loro dalle dinamiche fisiche e antropiche che su di essi si svolgono non è esercizio fine a se stesso, ed è per di più contenuto espressamente nelle molte Direttive Europee in materia, l’ultima delle quali, relativa al Rischio Alluvioni, si configura come strumento di salvaguardia del territorio, dei beni esistenti, di vite umane. Agire lungo coordinate solo post-evento – che pure sono indispensabili in termini di soccorso immediato, pronto intervento, assistenza alla popolazione e ritorno alle ordinarie condizioni di vita – risulta, anche in maniera puntualmente documentata, costoso più di quanto non risulterebbero iniziative di lungo respiro, soprattutto per quanto riguarda la perdita di vite umane, se non spesso impossibile, mentre da tempo, per diverso tempo, gli interventi di Protezione Civile si sono configurati come il solo, spesso improprio, strumento di vero e proprio governo del territorio, sostitutivi, loro malgrado,  dell’azione di altri soggetti istituzionali pur formalmente a tal fine preposti, ma concretamente assenti, se non infrequentemente dannosamente presenti.
Il Seminario rivolto ad amministratori, tecnici, studiosi, docenti, operatori del settore, può svolgere un ruolo non secondario lungo il percorso di una ridefinizione dell’azione di protezione civile e del corretto, propositivo e preventivo governo del territorio, o forse solo del recupero del loro senso originario e del perseguimento del giusto equilibrio tra loro.
La relazione sarà svolta dal prof. Bernardo De Bernardinis, presidente dell’ISPRA. Segue una tavola Tavola Rotonda coordinata dal prof. Massimo Veltri dell’Università della Calabria, cui partecipano il prof. Pasquale Versace, dell’Università della Calabria, il dott. Beniamino Tenuta, geologo, Emilio Carravetta, ingegnere e Paola Pagliara, ingegnere dirigente della Protezione Civile incaricata presso il servizio rischio idrogeologico, idraulico, idrico, marittimo e costiero e opere post-emergenza