Project Description

La Grande Cosenza rappresenta un organismo complesso dotato di enormi potenzialità, spesso inespresse, disarticolato sotto vari punti di vista, complicato da identificare e definire persino nella sua estensione territoriale e demografica.
La Fondazione Giuliani intende partire esattamente da questo scenario magmatico e in costante evoluzione per dare un senso compiuto, attraverso un’opera animata da una duplice valenza divulgativa e propositiva, all’area urbana cosentina. Per farlo non si può comunque fare a meno di affrontare di petto tre macrotemi dalle immediate ricadute, tanto politiche quanto più strettamente sociali: il concetto di area urbana e i suoi risvolti sulla quotidianità della cittadinanza; l’irrisolta e complessa vicenda della metropolitana leggera pensata (e sognata, ma non da tutti) per rivoluzionare la mobilità locale; Cosenza Vecchia e i centri storici delle località che formano l’hinterland bruzio. Tematiche d’impatto diretto e immediato su un’intera popolazione che, anticipando in alcuni casi le farraginosità dei processi politico-istituzionali, comunque già vive sulla propria pelle un’integrazione non solo fisica ma soprattutto culturale.
Tre argomenti-cardine intrecciati l’uno con l’altro, perché di metropolitana leggera non si può parlare senza evidenziarne il contesto ambientale in cui quest’opera al centro di infinite polemiche avrebbe dovuto inserirsi, così come non possono essere affrontati i nodi irrisolti dei borghi antichi senza volgere lo sguardo verso l’intero territorio. Da questa esigenza conoscitiva sorge la collana editoriale chiamata non a caso “La Città dei cittadini”, un lavoro ripartito nel primo anno in tre singoli testi, diversi ma sorretti da una logica concettuale unitaria.
Lo scopo ultimo è del resto quello di fornire a cittadini, studiosi, rappresentanti istituzionali ed esponenti del mondo produttivo uno strumento di riflessione e approfondimento sulla realtà che li circonda. Un primo passo per delineare concretamente il futuro di Cosenza e della sua gente. Anche grazie all’apporto di esperti, tecnici e amministratori, chiamati a restituire al lettore le rispettive vision e competenze su un argomento di così fondamentale importanza. Oltre i campanili, le logiche settarie, i particolarismi che finora hanno bloccato lo sviluppo della Grande Cosenza cui un po’ tutti dovrebbero finalmente ambire.
La ricerca promossa dalla Fondazione fornisce le informazioni con le quali formare un’opinione consapevole e restituisce il tema della metropolitana a quello più vasto della mobilità e della qualità dei trasporti nell’area urbana e in generale nel territorio calabrese.
Ad integrazione dell’attività editoriale sono previsti incontri: convegni, seminari, workshop sui temi della politica urbanistica e di quella dei trasporti e della mobilità.
Con la partecipazione di urbanisti, ingegneri ed economisti dei trasporti, amministratori e manager l’esperienza cosentina diventa oggetto di una riflessione più ampia nei limiti territoriali e si manifesta, parte, dai problemi spesso irrisolti nel panorama italiano.
Libri e dibattiti sono nel segno dello slogan che punta a diventare programma di “Villa Rendano, la Casa delle idee”.
I primi tre libri in preparazione:
La Grande Cosenza. Tanti municipi ma una sola anima. È questo lo scenario che accompagna da decenni il dibattito sull’area urbana cosentina, tematica sulla quale si sono consumate e si consumano tuttora battaglie politiche e intere campagne elettorali.
Finora, però, a regnare sovrana è stata soprattutto la confusione. Accompagnata da scontri al calor bianco tra le diverse amministrazioni del territorio, da veri e propri muri innalzati per impedire sgradite “invasioni” e da incredibili paradossi.
Eppure, ciò che ancora veramente manca a un’area urbana dai più percepita come un organismo complesso e policentrico sono servizi pubblici integrati a beneficio della cittadinanza: dai trasporti alla sanità, dall’offerta culturale fino alla gestione dei rifiuti.
Dare forma concreta alla Grande Cosenza non può quindi prescindere da un’approfondita analisi a tutto campo, che affonda le sue radici in un passato troppo spesso messo in secondo piano.
Opinioni di amministratori e pareri di esperti si trasformano così nello scenario di un viaggio con lo stile del reportage nei meandri di un’area urbana che attende solo di essere realizzata nei fatti.

Cosenza “vecchia”. Esiste un nucleo fondativo della Grande Cosenza. Esiste ed è sotto gli occhi di tutti, perché il centro storico del capoluogo bruzio è una vera e propria miniera, ricca di tesori ma anche d’insidie. In quella che la popolazione locale chiama abitualmente ed evocativamente Cosenza Vecchia, infatti, nel corso degli anni s’è assistito a un progressivo processo di degrado. In tanti hanno provato a risollevare le sorti di questo centro nevralgico in cui il passato a tratti converge con la modernità e i suoi effetti, positivi e non. I risultati sono stati però altalenanti, spesso affidati alla buona volontà dei singoli più che a un complessivo programma di rinnovato sviluppo.
La Grande Cosenza comunque non può e non deve esaurirsi nel suo centro storico, ma deve guardare anche agli altri borghi antichi vicini, differenti e peculiari, in molti casi vittime dello spopolamento, ma sempre ricchi di cultura e tradizioni.
Senza passato non può esserci futuro.

La Grande Cosenza in metro. “Un tram chiamato desiderio” s’è presentato nel 2007 davanti all’opinione pubblica della Grande Cosenza. Un tram che ha le sembianze di una metropolitana cosiddetta leggera, da far sferragliare in superficie, il sogno che una fetta della politica bruzia sta perseguendo tra alterni risultati ormai da anni. Un’opera straordinaria, forse la più importante nel recente passato dell’area urbana cosentina, demandata ad unire una volta per tutte Cosenza con Rende e la sua Università. Senza disdegnare possibili estensioni agli altri centri dell’hinterland, Montalto a nord e il Savuto a sud su tutti gli altri.
Ma è tutto oro quel che luccica? Probabilmente no, dato l’esito finora inglorioso di ben tre bandi di gara fotocopia, andati deserti, seguiti da un quarto ancora da concludere.
La Regione Calabria è del resto riuscita a mettere sul piatto una dotazione finanziaria di tutto rispetto per il metro cosentino: 160 milioni di euro in gran parte provenienti da fondi europei destinati allo sviluppo delle reti di mobilità.
Un progetto che divide l’opinione pubblica e le istituzioni territoriali.