Villa Rendano rappresenta un patrimonio artistico e culturale della città di Cosenza da preservare e valorizzare; con tale intento, grazie al puntuale contributo della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici delle Province di Cosenza, Catanzaro e Crotone, sono state operate scelte oculate e poco invasive, volte al recupero, ove possibile, dei caratteri originari occultati dai vari interventi subiti dalla Villa dalla sua nascita ad oggi.

Sono state perseguite le principali linee guida riconducibili al restauro critico, conservativo e di ripristino; sia con l’intento di “recuperare” e “conservare” tutti gli elementi originali ancora presenti nella villa, sia cercando di “ripristinare” parti mancanti e di trasformare elementi esistenti rimaneggiati negli anni dai diversi proprietari, riconducendoli al loro aspetto originario attraverso fonti storiche.

La Società Italgas, ultimo proprietario, ha recuperato la struttura unitaria originaria della Villa, pagando al contempo il prezzo di una “marginalizzazione” dei piani terra e secondo (destinati nella quasi totalità a sportelli pagamenti ed uffici) rispetto al piano primo, all’ingresso ed al vano scala, conservati ed in parte restaurati negli elementi decorativi che li caratterizzavano. Contestualmente l’Italgas ha operato un consolidamento della villa, mutandone anche le caratteristiche estetiche con controsoffitti in pannelli di fibra minerale ai piani terra e secondo e creando nuovi ambienti destinati a servizi (wc, vano ascensore, locale caldaie, magazzini).

La struttura ha subìto, in corrispondenza del primo impalcato, solo un parziale rifacimento dei solai con cordoli in cemento armato e con putrelle in ferro, per poter preservare al piano primo i pavimenti in cementina della sala della musica, a mosaico veneziano della sala adiacente e quelli in seminato della sala d’ingresso al piano. Sui nuovi solai è stato posato un pavimento in graniglia con fondo rosso e fasce decorate,  ancora oggi presente. Il solaio del terzo impalcato, con intradosso forse anch’esso decorato, risultava già in epoche passate notevolmente danneggiato dalle infiltrazioni provenienti dal terrazzo di copertura, in misura tale da renderne necessario il totale rifacimento strutturale.

La Fondazione Attilio e Elena Giuliani onlus ha finanziato il recente restauro volto a conservare tutti gli elementi originari presenti, cercando di recuperarne l’aspetto e la ricchezza decorativa ed eliminando al contempo gli elementi necessariamente introdotti dalla precedente proprietà. Col presente intervento conservativo si è inteso restituire alla città uno dei suoi patrimoni di maggior pregio, sottraendolo all’abbandono ed all’incuria, operando nel rispetto delle volumetrie pervenute e lasciando immutate tutte le morfologie ambientali, strutturali e le distribuzioni planimetriche ereditate dal precedente restauro.

La pavimentazione originaria della Villa risultava per la gran parte realizzata in mattonelle di cementina variamente decorate.  Il pavimento tecnico, a quadrati flottanti in marmo di carrara, è stato sostituito da pavimenti in cementina a disegno e decoro simili a quelli rinvenuti e realizzati secondo le tecniche artigianali di un tempo.

Al primo piano, oltre al già citato pavimento in cementina del salone della musica, con fasce perimetrali in finto legno e un tappeto centrale a disegno geometrico modulare, decorato in opera secondo una pratica insolita anche all’epoca, sono ancora presenti un pavimento in seminato nella piccola stanza centrale di accesso al piano e una pavimentazione a disegno in mosaico veneziano nel salone adiacente alla sala della musica. Questi pavimenti sono stati puliti e restaurati.

Al secondo piano è stata realizzata una pavimentazione in parquet di rovere anticato, con disegno a spina di pesce e posa in opera a fasce e bindelli, tipica delle dimore dell’epoca. Sul terrazzo di copertura e sui terrazzi laterali del primo piano, dopo il rifacimento dei massetti e delle relative impermeabilizzazioni, necessarie a bloccare le infiltrazioni piovane, è stata posta una pavimentazione in mattonelle artigianali di cementina, con caratteristiche  specifiche da esterno.

All’interno della Villa, il controsoffitto a pannelli minerali di forma quadrata presente in parte del piano terra e in tutto il piano secondo è stato sostituito da controsoffitti piani in cartongesso a superficie continua e arricchiti da cornici in gesso realizzate artigianalmente e con caratteristiche similari a quelle ancora esistenti in alcune stanze del piano terra e del primo piano.

Gli infissi interni ed esterni, rimaneggiati e sostituiti nel corso degli anni dalle proprietà succedutesi nel tempo, ove possibile sono stati oggetto di restauro e recupero; i nuovi elementi necessariamente introdotti (porte, mostre, ferramenta ed in alcuni casi l’intero infisso) presentano caratteristiche similari a quelli originali.

Per ciò che concerne l’involucro esterno, l’immobile presentava ammaloramenti dell’intonaco localmente di elevata entità, sia sulle pareti, sia sugli elementi decorativi che arricchiscono i prospetti; lo stesso dicasi per gli elementi realizzati con impasto in cemento e gesso e per quelli lapidei presenti nella balaustra di copertura. Si è proceduto al risanamento e alla conseguente tinteggiatura a calce delle facciate, facendo in modo tuttavia che la Villa continui a “comunicare” la sua storia ed il suo vissuto. L’intervento sul cornicione perimetrale, fortemente degradato a causa di infiltrazioni provenienti dal terrazzo di copertura, ha riguardato il solo consolidamento degli elementi decorativi presenti e non il rifacimento di quelli mancanti, così come suggerito sempre dalla Soprintendenza allo scopo di evitare la presenza di elementi plastici di materiali e finiture differenti dalla preesistenza. La balaustra in materiale lapideo del terrazzo di copertura è stata pulita da croste nere e patine biologiche e consolidata con materiali specifici nei punti maggiormente incoesi.

Durante i lavori sono state recuperate, sotto il pavimento flottante del piano terra, alcune mattonelle in cementina che, opportunamente ripulite, sono esposte come ulteriore testimonianza storica. Al piano primo, in fase di pulitura e carteggiatura, sono venute alla luce porzioni di decori nella parte bassa delle pareti a mo’ di boiserie  in finto marmo o finto legno. Gli stessi decori sono stati oggetto di recupero e restauro,  totale nella sala della musica, solo parziale nella stanza con soffitto in stile Liberty ed in quella ad essa adiacente; ciò a testimonianza delle decorazioni pittoriche che dovevano essere presenti sulla maggior parte delle pareti e dei soffitti della Villa.

Sopra l’imbotte di una porta della sala con il pavimento alla veneziana sono state rinvenute porzioni di cornici in cartapesta con volute di foglie e un decoro raffigurante una pistrice, figura mitologica riprodotta anche nella pavimentazione in mosaico. Ciò a testimonianza che la sala, allo stato attuale stranamente disadorna nelle pareti e nei soffitti, doveva essere riccamente decorata come le altre sale del piano. Tali rinvenimenti sono stati ripuliti ed esposti.

L’intervento di recupero ha coniugato ad un recupero filologico un recupero funzionale al nostro tempo.