Monthly Archives: aprile 2013

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La storia

Villa Rendano si inserisce in quel fenomeno di urbanizzazione che a Cosenza, nella seconda metà dell’ottocento, interessò le aree immediatamente esterne all’antico nucleo abitato al di là dei fiumi, Crati e Busento. Ma è a ridosso dell’Unità d’Italia che queste direttrici di sviluppo acquisiscono i caratteri di una nuova organizzazione spaziale, qualificata da interventi di tipo residenziale urbano proprio dei ceti borghesi. Circondata da uno splendido parco, la villa fu la sontuosa residenza della famiglia Rendano, edificata dal Maestro Alfonso Rendano. La sua ubicazione sul colle Triglio, alle spalle dei palazzi cinquecenteschi della famiglia Mollo e della Regia Udienza (Palazzo Arnone), fu motivata dalla presenza, nel luogo, della filanda a vapore appartenente ai fratelli Rendano. L’edificio dovette essere già terminato nel 1891, data apposta al cancello d’ingresso: esso richiama lo stile di matrice toscana post unitario maggiormente conosciuto a Cosenza per le decorazioni della sala consiliare del Palazzo della Prefettura. A questo gusto di matrice rinascimentale toscana e fiorentina si rifanno la decorazione plastica della facciata di Villa Rendano e quella pittorica dell’atrio e della tromba delle scale datata 1871, per come si legge nella firma dell’autore “Giustino Rocciolo decorò 1871”. La Villa, successivamente, venne venduta alla famiglia del marchese Annibale Berlingieri che, pur abitandola per un breve periodo, la suddivise in più unità abitative da locare, trasformando ed impoverendo il ruolo e la destinazione dei vari ambienti e aumentandone nel contempo la volumetria per realizzarvi locali di servizio. In seguito il conte Angelo Giannone, che rilevò la Villa dai Berlingeri, la suddivise ulteriormente, ricavando da ambienti destinati ad attività ludiche e di ricevimento diverse stanze di modeste dimensioni e servizi per ogni unità abitativa. Negli anni novanta, la Villa fu acquistata dalla società Italgas, [...]

By | martedì, 23 aprile 2013|Villa|

Il restauro

Villa Rendano rappresenta un patrimonio artistico e culturale della città di Cosenza da preservare e valorizzare; con tale intento, grazie al puntuale contributo della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici delle Province di Cosenza, Catanzaro e Crotone, sono state operate scelte oculate e poco invasive, volte al recupero, ove possibile, dei caratteri originari occultati dai vari interventi subiti dalla Villa dalla sua nascita ad oggi. Sono state perseguite le principali linee guida riconducibili al restauro critico, conservativo e di ripristino; sia con l’intento di “recuperare” e “conservare” tutti gli elementi originali ancora presenti nella villa, sia cercando di “ripristinare” parti mancanti e di trasformare elementi esistenti rimaneggiati negli anni dai diversi proprietari, riconducendoli al loro aspetto originario attraverso fonti storiche. La Società Italgas, ultimo proprietario, ha recuperato la struttura unitaria originaria della Villa, pagando al contempo il prezzo di una “marginalizzazione” dei piani terra e secondo (destinati nella quasi totalità a sportelli pagamenti ed uffici) rispetto al piano primo, all’ingresso ed al vano scala, conservati ed in parte restaurati negli elementi decorativi che li caratterizzavano. Contestualmente l’Italgas ha operato un consolidamento della villa, mutandone anche le caratteristiche estetiche con controsoffitti in pannelli di fibra minerale ai piani terra e secondo e creando nuovi ambienti destinati a servizi (wc, vano ascensore, locale caldaie, magazzini). La struttura ha subìto, in corrispondenza del primo impalcato, solo un parziale rifacimento dei solai con cordoli in cemento armato e con putrelle in ferro, per poter preservare al piano primo i pavimenti in cementina della sala della musica, a mosaico veneziano della sala adiacente e quelli in seminato della sala d’ingresso al piano. Sui nuovi solai è stato posato un pavimento in graniglia con fondo rosso e fasce decorate,  ancora [...]

By | martedì, 23 aprile 2013|Villa|

La struttura

Villa Rendano è innalzata su tre piani fuori terra, con facciata rettilinea, movimentata soltanto dal settore centrale avanzato e sviluppato nel piano terra da un corpo fortemente sporgente che accoglie l’arco d’ingresso. Il suddetto settore del piano terra è rivestito da un parato murario a bugne: quelle “a punte di diamante” definiscono la cortina, mentre quelle “piatte” costituiscono i pilastri e le aperture delle finestre e delle nicchie. In queste ultime, un tempo, si trovavano delle figure allegoriche realizzate in terra cotta. Il primo e il secondo piano mostrano un’articolazione ortogonale, scandita da pilastri e fasce marcapiano che accolgono balconi dotati di frontoni “a timpano” e parapetti sporgenti e traforati. Pannelli decorativi caratterizzano il frontone centrale in sommità, chiuso da un grande vaso, sostenuto da cariatidi e alloggiato in un parapetto a balaustrata che delimita la terrazza superiore, alternandosi a pinnacoli con motivo “a lira”. Mascheroni, ghirlande e nastri di fitomorfi, scherzi geometrici, figure di ispirazione pompeiana, probabilmente attribuibili a Giustino Rocciolo, ornano anche le specchiature della decorazione pittorica dell’atrio e della tromba della scala, munita di ringhiera in ghisa. Al pian terreno dell’edificio erano situate le rimesse ed i locali di servizio, mentre al primo piano si trovavano le sale di rappresentanza e di ricevimento, la biblioteca e lo studio; al secondo piano le camere da letto. Alcune piccole modifiche furono apportate alla struttura interna dai successivi proprietari, prima il Marchese Annibale Berlingeri, poi il Conte Giannone, che la acquistò nel 1944. Le pareti della scala sono suddivise in tanti riquadri, al cui interno sono effigiate eleganti figure femminili di ispirazione pompeiana che danzano suonando tamburelli o muovendo lunghi veli, racchiuse in cornici circondate da figure mostruose, sfingi, volute e festoni. Il piano nobile [...]

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Cosenza

Cosenza, nota anche come "Città dei Bruzi", è un comune italiano di 69.131 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia, la più estesa e popolosa della Calabria. Città tra le più antiche della regione, capofila di una conurbazione di circa 270.000 abitanti nella rappresentazione estesa nel cui perimetro (Rende) è ubicata l'Unical, il più grande campus universitario italiano e una delle migliori università d'Italia tra i grandi atenei secondo la classifica stilata dal Censis. Il capoluogo bruzio è sede della Rai regionale (TG Regione), di un museo all'aperto, dell'Ufficio ANAS per l'Autostrada A3 e rappresenta uno dei principali poli regionali da un punto di vista economico, urbanistico, culturale, sociale, organizzativo e di servizio. Il territorio cosentino è proiettato da anni verso la fusione con i comuni dell'area urbana cosentina nell'interpretazione ristretta (Castrolibero e Rende) che darà vita ad una città unica, il nodo centrale di un sistema urbano complesso, policentrico e dinamico. Cosenza è identificata anche come l'Atene della Calabria per via del suo passato culturale; l'Accademia Cosentina, ad esempio, è la seconda del Regno di Napoli e una delle primissime accademie fondate in Europa. Ancora oggi resta una città in cui arte e cultura affondano bene le proprie radici, non a caso nel mese di ottobre del 2008 è stata riconosciuta come Città d'Arte dalla Regione Calabria con una delibera volta ad evidenziare il patrimonio storico-artistico della città, con importanti ricadute sull'aspetto commerciale (fiore all'occhiello dell'economia cittadina) e turistico del territorio. Il 12 ottobre 2011 il Duomo di Cosenza è stato dichiarato dell'UNESCO "patrimonio testimone di una cultura e di pace"; si tratta del primo riconoscimento assegnato dall'organizzazione in Calabria. Storicamente svolse il ruolo di capitale dei Bruzi ed in seguito capoluogo della Calabria Citeriore (o Calabria [...]

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